F.A.Q..

Q. Che motivo c'è di fare agricoltura biologica?

A. Il fine che si pone questo metodo colturale è quello di riuscire ad ottenere una coltivazione di un prodotto agricolo imponendo il minor impatto ambientale possibile al territorio si cui questo viene coltivato.

La motivazione per coltivare con questo metodo è data dal desiderio di rispettare la salute di coloro che nella nostra azienda lavorano, di rispettare la salubrità dell'aria e dell'acqua che vi transitano, degli animali che la popolano, di mantenere inalterata la vitalità dei suoi terreni per le generazioni future. Infine, di consegnare ai nostri Clienti, i frutti di questo lavoro, nel ripetto della loro salute.

Q.Che differenza c'è tra una mela biologica e una mela prodotta con un metodo convenzionale?

A.Una mela prodotta con il metodo colturale biologico non ha subito nessun trattamento di tipo chimico-sintetico: non l'hanno subito il terreno, né l'albero da cui proviene. E' stata protetta da insetti ed altre malattie solo con prodotti ammessi dal reg. CEE 2092/91 - e sono tutti prodotti di origine naturale, non è stata fertilizzata con prodotti chimici di sintesi e, se conservata, questo è avvenuto senza alcun trattamento chimico per la conservazione, ma con il freddo. Normative di produzione dell'agricoltura biologica.
La mela è un frutto che necessita di circa sette mesi per nascere, maturare ed essere raccolto. E' facile comprendere come in un periodo così lungo, da quante calamità occorre proteggerlo. E' un frutto quindi, che necessita di tanti interventi fitosanitari da parte dell'uomo, di tipo naturale in agricoltura biologica, di tipo sintetico in agricoltura convenzionale.

 

Q. Ma come fertilizzate i terreni se non potete utilizzare i fertilizzanti ?

La fertilità del terreno si mantiene o si può miglirare con gli ammendanti e/o con i sovesci. Gli ammendanti sono: letame. compost (derivato del letame), e prodotti commerrciali sempre derivati dal letame. Il compost è la trasformazione degli scarti aziendali in humus. Tutti i prodotti utilizzati sia commerciali che i materiali per formare il compost debbono essere o certificati biologici o di produzione dell'azienda stessa, certificata.

Il sovescio è la coltivazione di vegetali che verranno sfalciati ed incorporati al terreno. Sono di norma in un frutteto tutte quelle piante erbacee che crescono sui prati dei frutteti, che sono lasciate crescere, fiorire, maturare e quindi sfalciate. Queste appoteranno sostanza organica, energia solare incamerata, ed elementi nutritivi. Modificherà e/o manterrà in buono stato le caratteristiche fisiche biologiche, la struttura stesso del terreno, Nel terreno proliferano batteri, microbi, lombrichi, se il terreno è compatto, asfittico l'acqua non può circolare e non concede loro di vivere. Con le semine di erbe particolari, si rendono i sovesci più adatti, più 'personalizzati' a situazioni di terreni diversi tra loro.

Fare agricoltura biologica, non è solamente sostituire dei prodotti di sintesi con prodotti naturali ammessi. Significa affrontare alcune problematiche con un approccio diverso, spesso a tutto tondo. Significa anche, per certe colture, ridurre il raccolto ma migliorare la qualità, e rendere meno intensive le coltivazioni.

Q. E' vero o è falso che i prodotti biologici 'fanno più bene' degli altri? La qualità di una mela biologica è superiore?

A.Da qualche anno sono state avviate varie ricerche in merito al confronto dal punto di vista nutrizionale di prodotti agricoli coltivati con il metodo biologico o convenzionale. Si tratta di ricerche lunghe e laboriose, ma alcuni risultati sono stati ormai resi noti.

Da questi, si evince che esistono differenze positive nei prodotti biologici; nella frutta ad esempio, un concentrazione maggiore di sostanze nutrienti ed un numero più alto di polifenoli, importanti elementi antiossidanti.
Roma, 25 gen.2002 (Adnkronos Salute) - Allarme pesticidi: l'Italia e' uno dei paesi con il piu' alto consumo al mondo. Nel nostro Paese se ne consumano ben 80.000 tonnellate all'anno, contro le 30.000 della Germania, le 31.000 dell'Inghilterra, le 27.000 della Russia e le 42.000 della Spagna. In Europa, rivela l'Eurispes, siamo sorpassati solo dalla Francia, con 110.000 tonnellate. In alcune zone dell'Italia vi sono vigneti di uva da tavola sottoposti, nell'arco della stagione, ad oltre 30 trattamenti fitosanitari. Una minaccia soprattutto per i piu' piccoli: i bambini, rispetto agli adulti, sono 10 volte piu' esposti ai rischi di un'alimentazione contenente residui chimici e sintetici.(Adnkronos)

Il rapporto annuale di Legambiente: Pesticidi nel piatto 2011

Rispondere alla seconda parte della domanda è ancora più difficile, c'è chi sostiene che un confronto non sia proprio possibile. Da qui, è possibile leggere un rapporto interessante, e molto dettagliato.

Q.Perché i prodotti biologici costano di più?

A.Di norma un agricoltore di prodotti biologici applica una maggiorazione sul prezzo di vendita del 10-25% rispetto ai prodotti cosiddetti convenzionali. Il ricarico è da imputare ad una serie di costi addizionali che questo tipo di agricoltura comporta (minore produzione, maggiore perdita di prodotto, maggiore lavoro manuale, terreni da lasciare a riposo, aziende non associabili a grandi consorzi, e quindi escluse da tutta una serie di finanziamenti e via dicendo). Attualmente per alcuni prodotti agricoli biologici non viene riconosciuto nemmeno questo margine ed il prezzo è il medesimo di un prodotto convenzionale.

Q.Come posso essere sicuro che un prodotto è realmente biologico?

A.Se un prodotto è confezionato ed ha riportate sull'etichetta le indicazione prescritte:
- le diciture previste dalla legislazione generale sull'etichettatura dei prodotti alimentari
- 1.)nome,codice ed estremi dell'organismo di controllo preceduto dalla sigla della nazione (IT per l'Italia),
2) numero e codice dell'autorizzazione ministeriale all'organismo di controllo (D.M. Miraaf n..);
3) il codice dell'azienda controllata
4) il numero dell'autorizzazione alla stampa dell'etichetta per il prodotto (sigla F per i prodotti freschi, sigla T per i prodotti trasformati) rilasciato all'operatore.

significa che è biologico, controllato e certificato secondo le norme CE 834/07 e CE 889/08.

Q.Esistono una scuola di pensiero ed una tecnica per fare agricoltura biologica?

A.Non esiste una sola scuola del biologico ed una tecnica applicabile 'tout-cours' per fare agricoltura biologica. Esistono una serie di criteri comuni che gli agricoltori biologici devono rispettare. Non esiste una tecnica ripetitiva, esistono però dopo tanti anni di esperienze, una buona conoscenza dei mezzi tecnici efficaci e della loro applicazione, ed una conoscenza dei meccanismi di risposta da parte della natura. Esistono poi coltivazioni più semplici da controllare con il metodo biologico ed esistono delle coltivazioni più complesse come ad esempio il meleto.

Q. Da quando esiste l'agricoltura biologica?

Dal suo apparire, risalente a circa 10000 anni fa, fino a metà del secolo scorso quando è nata la chimica, l'agricoltura poteva essere definita "biologica". L'agricoltura biologica non è quindi una moda recente, propugnata da ecologisti fanatici, come alcuni suoi detrattori vorrebbero far credere, ma una pratica tradizionale che ha permesso la sopravvivenza e lo sviluppo dell'umanità per decine di millenni.

Alcune pratiche di quell'agricolura sono sate recuperate, ed altre sono state migliorate e 'affinate' grazie all'esperienza e grazie agli strumenti di cui siamo oggi in possesso.

 

Q.Quali sono gli organismi che rilasciano le certificazioni dei prodotti biologici?

A.In Italia esistono oggi undici organismi autorizzati dal Ministero Agricoltura e Foreste per la certificazione della aziende agricole e delle aziende trasformatrici.
I nove più diffusi sono:

A.I.A.B.
AMAB
BIOAGRICOOP
ICEA
CCPB
CODEX
ECOCERT
BIOS
QC&I
Suolo Salute

Tutti i marchi  presenti appartengono ai legittimi proprietari.

Ora è anche ormai largamente diffuso sulle confezioni di prodotti biologici il marchio CE per questi prodotti:

oppure il nuovo logo

Q. Com'è un controllo ad un'azienda biologica? Un pura formalità o qualcosa di più?

A. Ogni azienda controllata viene visitata una (minimo) o più volte all'anno da un tecnico dell'organismo di controllo. Gli organismi di controllo sono autorizzati dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali dopo istruttoria effettuata da un comitato composto di funzionari dei ministeri di Agricoltura, Attività produttive, Sanità e delle Regioni. Anche in seguito all'autorizzazione gli Organismi di Controllo vengono sorvegliati dal Ministero e dalle Regioni.
Il tecnico, per un'azienda agricola è un Perito Agrario o un Dottore in Agraria. Vengono controllati i documenti fiscali dell'azienda, i registri previsti per l'agricoltura biologica, i terreni, i magazzini di deposito delle merci, gli imballaggi ed i magazzini di deposito dei mezzi tecnici. Anche i terreni dell'azienda ovviamente vengono visitati dal tecnico che si renderà facilmente conto se le pratiche colturali registrate nella documentazione non corrispondono. Vengono effettuati anche dei prelievi per le analisi o eventuali indagini. Al termine della visita il tecnico compila una relazione, le eventuali osservazioni.
I protocolli dell'agricoltura biologica, in oltre dieci anni, non hanno ancora allargato le maglie di quanto ammesso, ed anche l'incremento delle superfici coltivate con tale metodo, non ha portato a nessun lassismo. Anzi, alcuni prodotti precedentemente ammessi, sono stati esclusi.

Q. Quale dovrebbe essere la caratteristica principale di una mela biologica?

A. Per tutta la frutta e per tutta le verdura prodotte con metodo biologico, senza alcun dubbio la bontà, intesa proprio come aroma, consistenza, caratteristiche organolettiche. Comprenderei anche la conservabilità, in quanto sono prodotti esenti da qualsiasi forzatura data dai fertilizzanti chimici. Si intende proprio la bontà cui eravamo abituati noi consumatori italiani, abitanti di un paese che sarebbe potuto diventare la 'serra' dell'Europa. Paese capace di produrre un'infinita varietà di frutta e verdura proprio per la sua estensione. Dalle mele, alle albicocche, alle pesche, agli agrumi, alle nespole e via dicendo, con il 'sapore' cui erano abituate le persone sino ad una ventina di anni fa.

Q. L'agricoltura biologica utilizza prodotti geneticamente modificati?

A. Assolutamente no. Il reg. CE 834/07 e 889/08 che disciplina il settore biologico, fa divieto di impiegare ingredienti o eccipienti geneticamente modificati. Tutte le organizzazioni dell'agricoltura biologica, a cominciare dall'International Federation of Organic Agricolture Movements (IFOAM), sono impegnate nel contrastare la diffusione dell'ingegneria genetica in agricoltura e nella preparazione degli alimenti.

Q. Ma utilizzate anche voi nuove varietà 'studiate' per le vostre esigenze specifiche. Per i meleti si parla di nuove varietà resistenti a questo e a quello, si parla di nuovi 'cloni'. Non è ingegneria genetica?

A. Questa è una sorta di ingegneria genetica, certo. Ma operata dalla natura, tra elementi dello stesso genere, che hanno un patrimonio genetico comune che, per natura ha comunque una certa variabilità: la stessa che porta le specie alla continua, naturale evoluzione. Si forza quindi, per particolari esigenze, questa capacità naturale di evoluzione. Le caratteristiche che verranno modificate, non sono ottenute combinando in laboratorio dei geni di piante diverse, di specie diverse o di genere diverso. Da due varietà, dello stesso genere, compatibili tra loro, se ne crea una nuova che, posta in particolari condizioni ambientali 'impara' a vivere, ad adattarsi. Si accellera la sua evoluzione naturale, esasperando, se possibile, le condizioni ambientali. Trascorso un certo periodo, quella nuova pianta, avrà ormai stabilizzato le sue caratteristiche, le avrà 'memorizzate' nelle sue gemme, che serviranno a creare altre piante con le medesime caratteristiche. Se il procedimento sarà stato eseguito con competenza e serietà, questa varietà manterrà le sue caratteristiche in un luogo con una situazione climatica e ambientale non identica a quella dove è nata.

Q. E' vero che ci sono delle sostanze prodotte dagli insetti che popolano i vostri frutteti che possono essere tossiche per l'uomo? Questo rappresenta un rischio per chi consuma prodotti biologici?

A.Questa domanda ci viene posta di frequente, spesso si leggono sui giornali pareri di illuminati esperti che mettono in guardia chi consuma prodotti biologici da tremendi pericoli a cui sarebbero esposti. Tutto questo assomiglia molto poco ad un corretto approccio scientifico.
Si parla spesso di micotossine. Occorre prima di tutto chiarire che le micotossine sono composti tossici prodotti da diverse specie fungine: i funghi o le muffe sono le principali unità produttrici di queste sostanze.

L'agricoltura biologica prevede che la pianta ed i suoi frutti siano 'coltivati', quindi 'curati' da qualsiasi attacco di funghi, o di muffe, nonchè dagli insetti, altrimenti si tratterebbe di frutti 'spontanei' .Le mele prodotte con metodo biologico, non sono selvatiche. Sono coltivate con attenzione e con costante cura protette da varie patologie, perchè come tutti gli esseri viventi, possono ammalarsi. Una mela che sia stata colpita da una muffa poi, non potrà essere commercializzata.

Queste sostanze tossiche, sono più facilmente presenti sui cereali, caffè, frutta secca, insaccati. Inoltre, dalle indagini svolte, confrontando questi alimenti sia di tipo biologico sia convenzionale, la percentuale di presenza di micotossine è in rapporto percentuale assolutamente analogo. La presenza di tossine negli alimenti quindi, non dipende dal tipo di coltivazione, ma da particolari condizioni che favoriscono lo sviluppo di muffe come la temperatura ambientale o il contenuto di acqua o grassi dell'alimento stesso.

Anche nel caso poi di quegli insetti che 'penetrano' dentro al frutto, come la Carpocapsa o verme della mela, non vi è nulla da temere: la tutela definitiva è data dal fatto che il frutto marcirà e quindi cadrà a terra. Questo avviene sia nei frutti coltivati con il metodo biologico che con il metodo convenzionale

Q. E' vero che i prodotti biologici non si conservano? Anche perchè non si utilizzano prodotti conservanti?

A. Al contrario, frutta e verdura coltivati con il metodo biologico si conservano meglio e più a lungo a parità di metodo di conservazione.
Per quanto concerne la mela, non è consentito in agricoltura biologica alcun trattamento di conservazione, ma soltanto l'utilizzo del freddo e dell'atmosfera controllata.

Spesso, si conserva meglio e più a lungo. Questo per diversi motivi: perchè non è stata forzata nella sua crescita, spesso è stata irrigata di meno. Per produrre le mele con il metodo biologico, si cerca di stimolare la resistenza della pianta, e quindi del frutto a varie malattie. Questa resistenza è permanente in parte anche nei suoi frutti.

SAPEVATE CHE:

Le normative italiane per l'agricoltura biologica esistono dal 1990. In oltre 20 anni queste normative non hanno mai allargato le maglie di quanto permesso. Ciò, non ostante l'enorme successo che questo metodo colturale ha ottenuto in Italia, diventata negli ultimi anni il paese leader nelle produzioni.

Gli insetti utili sono i grandi collaboratori delle aziende biologiche. Ma affinchè vi sia la loro presenza, occorre che questi abbiano di che cibarsi. Occorre quindi che in un'azienda biologica vi siano anche insetti dannosi. Occorre infine imparare a tollerarne la presenza.


Uno degli elementti di maggior attrazione per gli insetti sono gli aromi. Un campo fiorito, una siepe composta da tante varietà di fiori è un elemento di forte attrazione per gli insetti.


Altro elemento di forte attrazione per gli insetti sono i colori: in agricoltura biologica si utilizzano delle 'trappole cromatiche', per la loro cattura.

La parte più saporita della mela, è la parte appena sottostante la buccia.

E' VERO CHE:

Le mele sono lucide perchè incerate?

SI', ma naturalmente.

La buccia della mela contiene delle cere naturali. Il frutto le produce per proteggere la sua epidermide da tutti gli agenti atmosferici che nei suoi lunghi mesi di permanenza sulla pianta deve sopportare. Dai freddi primaverili al forte sole estivo, al freddo autunnale prima del raccolto.

Quando viene strofinata su una suferficie morbida, come qualsiasi cera... si lucida.


Le mele biologiche hanno spesso il verme al suo interno?

FALSO

Una mela con un verme al suo interno, marcisce. E se marcisce, cade a terra.


Le mele vengono raccolte acerbe per poter essere conservate a lungo?

FALSO

Se raccolte acerbe, o immature, non si conserveranno affatto. Occorre raccoglierle al giusto stadio di maturazione. La mela inizia a trasformare il suo contenuto di amido in zuccheri. Quando il suo tenore di zuccheri è sufficiente, la mela è considerata matura e viene raccolta. Se questo periodo viene anticipato, o ritardato per qualsiasi esigenza, la mela non sarà più conservabile e deperirà rapidamente. Una mela che sia stata raccolta troppo presto, non sarà in grado di maturare una volta saccata dalla pianta.


Per la conservazione delle mele si usano dei gas?

FALSO

Per la conservazione durante un periodo di due/tre mesi, le mele sono conservate in celle frigorifere, ad una temperatura che varia da varietà a varietà, comunque di qualche grado sopra lo zero.

Per la conservazione per periodi più lunghi, si utilizzano delle celle in atmosfera 'controllata'. In queste celle, oltre all'azione del freddo, si mantere il prodotto a contatto con una atmosfera diversa dall'aria e di composizione costante durante tutta la fase di conservazione.Si riduce la percentuale di ossigeno e di conseguenza aumenta la percentuale di anidride carbonica;

In pratica, si rallenta la respirazione della mela, che cade in una sorta di letargo. Questo rallenta la prosecuzione della maturazione della mela. Basta poi aprire la cella, immettendo nuovamente l'ossigeno per riavviare il ciclo vitale normale della mela, 'risvegliandola' dal sonno.
Quando nelle celle si accumula etilene, che accelera la maturazione dei frutti, è necessario eliminarlo con l'impiego di particolari assorbitori.

Le mele 'ruggini' sono più buone

VERO

La rugginosità sulla buccia della mela si può paragonare alla 'couperose' della pelle dell'uomo -più spesso delle signore -.Capita alle pelli sensibili durante giornate particolarmente fredde, su pelli sensibili. La medesima cosa accade alla pelle della mela, molto delicata allo stadio giovanile del frutto. Questo può capitare nelle giornate primaverili, soprattutto in montagna: un forte sbalzo termico, una mattinata particolarmente fredda in una giornata di sole, una brinata. La buccia della mela, si scotta e crea la rugginosità. Il frutto si è difeso ed una delle sostanze che crea per difendersi sono i polifenoli e gli antociani. Sono sostanze di autodifesa, necessari ed assimilabili dall'uomo, che aumentano le caratterisitche organolettiche della mela.
Inotre, si presume che in concomitanza il frutto aumeti la produzione di Vit. C, per autodifesa, il che aiuta ulteriormente ad incrementarne il sapore.


Le mele un po' avvizzite sono più dolci?

VERO

La buccia della mela , una volta staccata dall'albero, traspira l'umidità del frutto. Lentamente, perde parte dei suoi liquidi attraverso la buccia. Perciò più liquidi perde, più il suo contenuto in zuccheri aumenta.
Per questo fatto sono più dolci le mele un poco appassite, e più adatte alla preparazione dei dolci.

Una mela ammaccata, farà marcire anche le altre mele nello stesso contenitore?

FALSO

Se una mela viene ammaccata, nella parte sotto la buccia si formerà un ematoma di colore bruno. In un ambiente fresco questo non causerà altro danno, per qualche giorno. Se il frutto non viene consumato, ed è a buon punto di maturazione, invece di regredire, l'ematoma si deteriorerà, iniziando a marcire. E' naturale che se si creano delle muffe, queste aggrediranno anche il frutto che è a stretto contatto con questo.

Un tempo si usava una mela per profumare la biancheria?

VERO (in parte)

Un tempo si utilizzava una cotogna. Poichè è un frutto che non avvizzisce (non è succoso) quando inizia a maturare, emana un gradevolissimo profumo molto delicato. Dura molto a lungo, soprattutto in ambienti non troppo surriscaldati come erano le camere di un tempo. Si metteva nell'armadio delle lenzuola perchè si profumassero delicatamente. Noi mettiamo ancora oggi le nostre cotogne nella biancheria.

 PARLIAMONE:

Non è sufficiente una particolare tecnica produttiva a risolvere il problemi del fabbisogno alimentare: Si può affermare che il metodo produttivo adottato sino ad oggi, l'agricoltura industrializzata convenzionale, certamente non è stata all'altezza delle necessità
Lo scorso anno, i giornali riportavano la notizia di bambini morti di fame in Argentina.

L'Argentina è uno dei maggiori produttori mondiali di alimenti; le morti per fame non dipendono da insufficienze produttive: mentre bambini argentini muoiono, dai porti argentini continuano a partire navi cariche di prodotti agricoli per alimentazione umana e zootecnica.
Che non dipenda da una suddivisone delle risorse non proprio equa?

La soluzione al problema della fame che tanto viene sbandierato da coloro che sostengono l'agricoltura geneticamente modificata, in realtà è una teoria affascinante ma non è corretto presentarla come soluzione: l'agricoltura nei paesi sottosviluppati deve sì crescere molto più di quanto ha fatto negli anni 90, ma nulla cambierà se: a) i paesi più sviluppati manterranno le barriere protezionistiche nei confronti dei loro prodotti agricoli, b) se quanto questi paesi producono servirà per essere esportato, con lo scopo di arginare i loro debiti esteri c) se saranno costretti ad utilizzare prodotti che, come gli OGM, necessitano di tecniche e tecnici altamente specializzati, quindi costosi, per ottenere le loro produzioni.

Finché la fame sarà legata alla povertà e agli squilibri economici, come si può pensare di limitarsi a un approccio tecnico?

Infine, l'agricoltura biologica, perchè no? Non sarà la panacea di questo terribile problema così vasto, ma trascurando il diritto dei produttori alla salute (com'è noto, nelle zone tropicali si utilizzano pesticidi che da 30 anni nei nostri paaesi sono vietati) e contribuendo, di fatto, a distruggere le risorse naturali del loro territorio, rendendo sterile il loro suolo, sterminando la biodiversità e inserendo ulteriori elementi di instabilità in un ambiente e in un'economia fragili, è altrettanto incerto il beneficio che potrà portare l'agricoltura industriale.

il 22/1/2003

il New York Times rivela che negli Stati Uniti la diffusione delle coltivazioni Ogm ha già portato alla selezione di super-infestanti che se ne ridono del Round Up, costringendo i produttori a utilizzare in aggiunta altri diserbanti, alla faccia delle dichiarazioni "con gli Ogm ridurremo la chimica in agricoltura"

16/11/2012

Una ricerca di Greenpeace sull'uso dei diserbanti nelle coltivzioni OGM smentisce quanto reclamizzato. Basandosi sulla ricerca del dott. Charles Benbrook che ha evidenziato come alle riduzioni iniziali (1996-2001) di utilizzo di diserbanti sia seguito un periodo in cui la necessità di impiegare diserbanti sia via via aumentata, La ricerca conclude che la coltivazione di nuove coltivazioni geneticamente modificate in Europa potrebbe portare l'aumento dell'uso di diserbanti sino a 15 volte maggiore.

Maggiori dellagli su www.enveurope.com

Bocciata l'etichettatura obbligatoria per OGM della California. La proposta legislativa proposta da consumatori e imprese di alimenti biologici, data inizialmente come vincente, non ha invece ottenuto la maggioranza al referendum effettuato in occasione delle elezioni presidenziali il 6 novembre 2012. Il 45% si è espresso a favore, il 55% contrario. Il risultato è cambiato sulla scorta della tesi sostenuta da chi era contrario, tesi che sosteneva che che l'etichettatura obbligatoria avrebbe portato ad un aumento significativo dei prezzi dei prodotti alimentari. La campagna contro l'etichettatura obbligatoria è stata sostenuta da grande aziende alimentari come Coca Cola, Nestlè, Kraft Foods e dalle grandi agro-multinazionali come ad esempio la Monsanto, Dupont e BASF. Secondo i dati ufficiali, gli avversari dell’etichettatura hanno ricevuto più di 40 milioni di dollari a sostegno, mentre i sostenitori ne hanno ottenuto solo 8 milioni.

Maggiori ifo: www:infowars.com


Rapporto di Legambiente PESTICIDI NEL PIATTO 2011

Nonostante gli sforzi tesi a una riduzione dell'uso della chimica di sintesi in agricoltura, risulta ancora elevata la quantità di residui di pesticidi che finisce nei nostri piatti.....continua a leggere




 


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